Efficienza energetica edifici - cosa prevede la nuova direttiva

Efficienza energetica edificiIl Consiglio dà il via libera alla revisione della direttiva sulla prestazione energetica dell'edilizia (EPBD). E’ il primo degli otto dossier del pacchetto Energia pulita ad essere adottato in via definitiva.

Energia - guida UE per investimenti pubblici in efficienza

Quasi il 40% del consumo energetico finale (e il 36% delle emissioni di gas serra) deriva da case, uffici, negozi e altri edifici. Attualmente tre edifici europei su quattro non sono sono efficienti, la percentuale di ristrutturazione del parco immobiliare è modestissima, per non parlare del tasso di nuove costruzioni (siamo intorno all’1%).

Parte da queste cifre la necessità di rivedere la direttiva UE 2010/31 sulla prestazione energetica dell'edilizia (EPBD), proposta a fine 2016 dalla Commissione nell'ambito del pacchetto Energia pulita.

Cosa prevede la nuova versione della direttiva EPBD

Il testo rivisto - approvato il 17 aprile scorso dalla plenaria del Parlamento europeo con 546 voti a favore, 35 contrari e 96 astensioni - ha ottenuto il via libera del Consiglio, completando in tal modo la fase finale della procedura legislativa.

Tre le maggiori novità introdotte:

  • Obbligo di migliorare la prestazione energetica di edifici nuovi e esistenti;
  • Sostegno allo sviluppo di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici;
  • Strategie nazionali di ristrutturazione degli immobili e indicatori d’intelligenza.

L’aggiornamento della direttiva impone innanzitutto agli Stati membri di elaborare strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione efficiente di edifici pubblici e privati, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nell’UE dell’80-85% rispetto ai livelli del 1990.

Le strategie nazionali seguiranno tabelle di marcia per raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare fortemente decarbonizzato entro il 2050, con tappe intermedie per il 2030 e il 2040.

Introdotto inoltre un “indicatore d’intelligenza”, un nuovo strumento che misura la capacità degli edifici di migliorare la propria operatività e interazione con la rete, adattando il consumo energetico alle esigenze reali degli abitanti. La Commissione europea dovrà sviluppare questo strumento entro la fine del 2019.

Sia i nuovi edifici che gli esistenti in cui verranno rimpiazzati i generatori di calore, dovranno essere dotati di dispositivi automatizzati per regolare i livelli di temperatura, mentre saranno inasprite le norme sull’ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento e sull’automazione degli edifici.

Spazio anche alle e-cars: in linea con altre misure adottate da Bruxelles per favorire lo sviluppo della mobilità elettrica, la revisione della direttiva 2010/31 prevede l'inserimento di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche sia nei nuovi edifici che in quelli soggetti ad importanti ristrutturazioni.

La nuova direttiva introdurrà requisiti sulla mobilità elettrica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli in ristrutturazione, che prevedono la presenza di almeno un punto di ricarica per veicoli elettrici negli edifici in cui saranno presenti più di dieci posti auto. Sarà inoltre necessario installare infrastrutture di cablaggio per la ricarica di veicoli elettrici nei nuovi edifici residenziali e in quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti.

Con l’ok formale da parte del Consiglio, la direttiva - la prima delle otto proposte legislative contenuto nel pacchetto Energia pulita lanciato nel novembre 2016 a essere approvata in via definitiva - sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore venti giorni dopo. Il termine per il recepimento di queste nuove norme nella legislazione nazionale è di 20 mesi.

> Revisione direttiva UE 2010/31 sulla prestazione energetica dell'edilizia (EPBD)

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