Agenzia Coesione - percorso a ostacoli, piena operatività solo tra un anno

Palazzo Chigi - Author: Simone Ramella / photo on flickr Agenzia per la coesione con il freno a mano tirato. Bisognerà aspettare il prossimo autunno per una prima accelerazione e giugno 2016 perché la struttura diventi pienamente operativa.

I tempi perché l’Agenzia per la coesione territoriale vada a pieno regime sono ancora lunghi. Bisognerà aspettare il prossimo autunno per avere un organigramma completo e il 2016 inoltrato per portare a casa le trenta assunzioni di esperti di fondi di coesione previste dal concorso lanciato a marzo scorso. Per adesso, si va avanti soprattutto con il personale del vecchio Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica. E le attività di progettazione e assistenza alle Regioni, per le quali l’Agenzia era nata, sono ancora sostanzialmente ferme.

Il lungo percorso dell'Agenzia

Il processo di avanzamento, insomma, è piuttosto lento. L’Agenzia, infatti, è stata istituita dalla legge n. 125 del 30 ottbre 2013, per essere una struttura che potesse assistere i soggetti coinvolti nella spesa dei fondi europei, in fase di progettazione e di attuazione. Il direttore Maria Ludovica Agrò è stato scelto solo a luglio del 2014 e si è insediato a dicembre dell’anno scorso. L’approvazione di una serie di regolamenti di organizzazione e contabilità ha portato tempi lunghi per l’insediamento dei suoi organi: il Comitato direttivo solo a fine maggio, mentre il 19 giugno è arrivato il Collegio dei revisori.

In autunno le ultime nomine

E non è finita qui. “Siamo in attesa del parere positivo sul Dpcm che ci consentirà di nominare i vertici dell’Agenzia”, dice Agrò. In pratica, il passaggio successivo è l’implementazione di un organigramma definitivo che, però, è inserito in un decreto ancora in attesa di essere firmato. “Non appena arriverà sarò in grado di procedere con l’organizzazione della struttura”. Difficile che si riesca a fare tutto entro l’estate. Più probabile che si vada oltre, a settembre.

I trenta esperti di coesione

Solo in autunno, allora, l’Agenzia comincerà ad assumere le funzioni per le quali era stata immaginata. “Per adesso stiamo procedendo principalmente con il personale del vecchio Dps e con qualche apporto di Palazzo Chigi", dice Agrò, "Stiamo già facendo un grande lavoro ma praticamente non abbiamo ancora svolto alcune delle nostre funzioni, come quelle di assistenza alla progettazione”. Per queste bisognerà aspettare la messa a regime. Ma non solo: un’importante accelerazione di questa fase ci potrà essere soltanto quando approderanno in Agenzia i 30 esperti di fondi di coesione per i quali lo scorso marzo è stato lanciato un concorso. Non arriveranno nella nuova struttura prima di giugno del prossimo anno. Solo allora, insomma, l’operatività potrà essere considerata davvero piena.

A settembre scatta la riprogrammazione

Intanto, l’Agenzia e Palazzo Chigi stanno iniziando a studiare contromisure per portare a casa la spesa di tutti i fondi della programmazione 2007-2013. Il primo obiettivo è potenziare al massimo la rendicontazione fatta entro fine anno, per poi utilizzare tutto il tempo concesso da Bruxelles (31 marzo 2017) per procedere alle certificazione. Con qualche artificio contabile, saranno rendicontate spese che verranno fatte solo in un momento successivo.

Le parole di De Vincenti

Per alcuni piani, però, come conferma anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti si sta pensando a una riprogrammazione, da far scattare a settembre: si tratta dei POR Campania, Calabria e Sicilia e del PON Reti e mobilità. “Tutte le azioni che intraprenderemo, comunque, - dice De Vincenti - saranno concordate con Bruxelles. Non intendiamo rendicontare spesa a caso, ma vogliamo salvaguardare gli obiettivi qualitativi imposti dai diversi programmi”.

Link
Fondi Ue: DPCM 15 dicembre 2015, funzioni DPS e Agenzia coesione territoriale
DPCM 9 luglio 2014: lo statuto dell'Agenzia per la coesione territoriale