Piano Juncker - Banda larga, Fondo di garanzia per investimenti privati

 Juncker - fonte: Parlamento europeo

Lo ha stabilito una delibera Cipe di inizio ottobre. Manca un provvedimento attuativo del Mise

Un fondo di garanzia finanziato tramite il piano Juncker. E’ questo lo strumento attraverso il quale il Governo punta a stimolare gli investimenti privati nel campo della banda larga.

Il programma di infrastrutturazione digitale del paese sarà il primo grande banco di prova per il Fondo europeo per gli investimenti lanciato a settembre dalla Commissione europea. Le sue risorse verranno sfruttate tramite un fondo di garanzia pubblico, per abbattere i costi dei mutui. Anche se le modalità di funzionamento dello strumento saranno definite con un successivo provvedimento.

La delibera Cipe del 2 ottobre

La novità è stata inserita nella delibera Cipe n. 65 del 2 ottobre scorso. La Corte dei conti ha registrato il documento che approva il programma operativo del Piano dedicato alla banda ultra larga, assegnando a interventi di prossima attivazione 2,2 miliardi di euro a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020.

Sette miliardi totali

Non saranno gli ultimi soldi sul piatto. Altre risorse, per un ammontare di 1,3 miliardi di euro, saranno inserite in una successiva delibera Cipe, sempre collegata al Fondo di sviluppo e coesione. Mentre altri 1,4 miliardi potranno essere conferiti con provvedimenti successivi. L’obiettivo è arrivare a un totale di 4,9 miliardi. Ai quali si aggiungeranno circa due miliardi delle Regioni, per circa 7 miliardi complessivi. Il programma sarà gestito da Infratel, società del Ministero dello Sviluppo economico.

Gli obiettivi dell'Agenda digitale

Il piano, in coerenza all’Agenda digitale europea, punta a raggiungere entro il 2020 una serie di obiettivi, sulla base della strategia approvata dal Consiglio dei ministri a marzo scorso: la sottoscrizione da parte di almeno il 50% della popolazione di contratti per servizi di banda larga a più di 100 Mbps di velocità di trasmissione dati, la copertura dell’85% della popolazione con le reti ultraveloci e, infine, il 100% della copertura per cavi ad almeno 30Mbps.

La garanzia del piano Juncker

Tutto questo verrà collegato anche al piano Juncker. E la delibera lo dice esplicitamente. Per raggiungere gli obiettivi della strategia, tra le altre cose, sarà attivata la garanzia dello Stato sui mutui stipulati o sulle obbligazioni di progetto emesse per il finanziamento degli investimenti finalizzati all’attuazione del piano.

Il fondo mutui

Concretamente, si tratterà di un fondo di garanzia per i prestiti agevolati. Per facilitare l’accesso al credito degli investimenti privati, si cercherà di abbassarne il costo attraverso la garanzia pubblica. A questo scopo saranno utilizzate le risorse concesse dal fondo Efsi del piano Juncker.

Il ruolo degli investimenti privati

Di fatto, il sostegno agli investimenti privati servirà a colmare il gap tra i 7 miliardi mobilitati tramite risorse pubbliche pure e i 12 miliardi di fabbisogno stimato per la realizzazione degli obiettivi di infrastrutturazione del paese. Cinque miliardi di denaro privato in cinque anni saranno raccolti tramite la garanzia pubblica. Nelle prossime settimane il Ministero dello Sviluppo economico preparerà una circolare che servirà a regolare nel dettaglio il funzionamento del fondo.

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