ABI: come e perchè investire nei PIR

PIR - Photo credit: PexelsL'Associazione bancaria italiana (ABI) ha realizzato una serie di infografiche sui Piani individuali di risparmio, una guida online ai PIR per incoraggiare i risparmiatori a sfruttare i benefici fiscali per chi investe nelle piccole e medie imprese.

PIR Alternativi: in manovra un credito di imposta contro le perdite

Realizzata in collaborazione con le banche e le associazioni dei consumatori che aderiscono al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), la guida ABI sui PIR intende accrescere la comprensione dei Piani inviduali di risparmio da parte dei cittadini, che sono il target dell'agevolazioni fiscale che incentiva gli investimenti a medio-lungo termine nelle PMI.

A chi sono rivolti i PIR

Possono investire nei Piani individuali di risparmio le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che non detengano contemporaneamente più di un PIR e non lo condividano con altre persone fisiche. L’investimento in PIR è stato esteso anche agli enti di previdenza obbligatoria e alle forme di previdenza complementare.

A chi possono essere destinate le risorse

I PIR possono investire in diversi strumenti finanziari emessi dalle imprese (azioni e obbligazioni), ma anche quote di fondi di investimento e conti correnti bancari, purché vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa nella composizione dei portafogli, nei limiti dell’investimento e nei tempi di detenzione.

PIR - Credit: ABI

Quali sono i requisiti per usufruire dei benefici fiscali

L’investimento non deve superare 30.000 euro annui e 150.000 euro complessivi, con una durata di almeno 5 anni.

Inoltre:

  • non più del 10% del portafoglio può essere investito in strumenti emessi dallo stesso emittente;
  • almeno il 70% del patrimonio deve essere investito in azioni e obbligazioni emesse da aziende italiane o europee con stabile organizzazione in Italia; di tale quota, almeno il 25 % deve essere investito in strumenti finanziari di imprese non presenti nell'indice FTSE MIB e almeno il 5% in titoli emessi da imprese diverse da quelle inserite nei panieri FTSEMib e FTSEMid Cap, quindi in piccole e piccolissime imprese.

Il beneficio fiscale collegato ai PIR

L'agevolazione consiste nell’esenzione dalle imposte sulle rendite finanziarie generate dall’investimento (generalmente tassate al 12,5% o al 26%) e dalle imposte di successione sull’investimento, senza vincoli specifici legati all’età dell’intestatario del piano.

PIR - Credit: ABI

I PIR alternativi

Introdotti nel 2020, i PIR alternativi, o PIR PMI, sono stati pensati per indirizzare il risparmio privato verso piccole e medie imprese non quotate particolarmente esposte alle conseguenze della pandemia da Covid-19.

PIR - Credit: ABI

I PIR alternativi possono essere detenuti da uno stesso risparmiatore in aggiunta ad un PIR tradizionale e sono prodotti finanziari con soglie di investimento più elevate e vincoli di investimento diversi rispetto a quelli tradizionali, con i quali hanno in comune l’esenzione fiscale sui rendimenti finanziari (sempre purché l'investimento sia mantenuto per almeno cinque anni). Per quanto riguarda le soglie, nei PIR alternativi è possibile investire fino a 300.000 euro ogni anno fino al raggiungimento del tetto di 1,5 milioni di euro.