UE - luce verde agli accordi su rinnovabili, efficienza e governance

Energia UELe commissioni Industria e Ambiente del Parlamento europeo confermano gli accordi raggiunti a giugno sui dossier rinnovabili, efficienza energetica e governance dell’Energy Union.

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Dopo l’ok alla revisione della direttiva sulla prestazione energetica dell'edilizia (EPBD) - entrata in vigore il 9 luglio 2018 - si avvicina l’adozione di altri tre dossier chiave del pacchetto Energia pulita.

Le commissioni Industria e Ambiente del Parlamento europeo, riunite in seduta comune, approvano a grande maggioranza i testi relativi a rinnovabili, efficienza energetica e governance dell’Energy Union.

Rinnovabili al 32%

L’accordo fissa l'obiettivo principale di consumi di energia pulita al 32% del totale entro il 2030. Il target sarà riesaminato, con la possibilità di incrementarlo, nel 2023. Nel 2014 i leader europei si erano accordati sul 27%.

Ma oltre a fissare il target del 32%, si prevede che una quota di fonti rinnovabili nei trasporti al 14%, l’eliminazione dell’utilizzo di olio di palma entro il 2030 e la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030.

Per la prima volta sono inoltre stati inseriti criteri di sostenibilità per le biomasse solide. L'approccio garantisce che la biomassa sia prodotta in modo sostenibile e legale, indipendentemente dalla sua origine geografica.

I criteri di sostenibilità si applicheranno per gli impianti con potenza (sia elettrica sia termica) pari o superiore a 20 MW, e agli Stati membri è consentito fissare criteri più elevati.

In termini di target gli impianti a biomassa per la produzione elettrica e termica (anche raffrescamento) dovranno dimostrare di garantire un risparmio dei gas effetto serra del 70% dal 2012 e dell'80% dal 2026.

In caso di nuovi impianti che producono solo energia elettrica, le installazioni tra 50 MW e 100 MW devono soddisfare i criteri BAT (Best available technologies), gli impianti da 100 MW devono avere un'efficienza elettrica netta di almeno il 36%. I combustibili fossili non possono essere il principale combustibile, escludendo la co-combustione delle biomasse nelle centrali elettriche a carbone.

Le commissioni Industria e Ambiente dell’Eurocamera hanno dato luce verde all’accordo con 50 voti favorevoli e 7 contrari.

> Energia - accordo UE su rinnovabili al 32%

Efficienza energetica al 32,5%

Dopo sei round negoziali Stati membri ed eurodeputati hanno trovato a giugno un punto d’incontro sulla revisione della direttiva efficienza energetica, fissando un obiettivo del 32,5% al 2030, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023.

Un punto d’incontro che si pone esattamente a metà strada tra le richieste di Consiglio e Parlamento, rispettivamente del 30% e 35%. Ma nell’accordo non ci sarebbe alcun riferimento al carattere vincolante del target, che diverrebbe piuttosto “obiettivo principale”.

Il testo estende inoltre l’obbligo annuale di risparmio energetico oltre il 2020 e rafforza le norme sulla misurazione individuale e sulla fatturazione dell’energia termica, offrendo ai consumatori – soprattutto quelli in condomini con sistemi di riscaldamento collettivi – diritti più chiari sul fronte dell’informazione, consentendo loro di comprendere e controllare meglio le bollette del riscaldamento.

Agli Stati membri si richiede di disporre di norme nazionali trasparenti sulla ripartizione del costo del riscaldamento, del raffrescamento e del consumo di acqua calda negli edifici multi-appartamento e multiuso con sistemi collettivi per tali servizi.

Le commissioni del PE hanno dato il via libera all’accordo a stragrande maggioranza (48 voti a favore e 8 contrari).

Energia - accordo UE su efficienza e governance

Governance dell’Energy Union

Infine, l’accordo sul dossier relativo alla governance dell’Unione dell’Energia punta a un'economia zero-emissioni “il prima possibile”, ma non definisce una data.

La Commissione dovrà presentare una proposta entro il 1° aprile 2019 per definire una strategia UE 2050 per le emissioni di gas a effetto serra in linea con l‘Accordo di Parigi, con un’analisi che tenga conto di due elementi: il rimanente “bilancio del carbonio” a livello globale e dell’UE per mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto dei 2° C” e vicino a 1,5° C; gli scenari per il contributo europeo verso l’obiettivo di zero emissioni nette (quindi il raggiungimento dell’equilibrio CO2 in uscita e CO2 eliminata) per il 2050 e quello di emissioni negative nel periodo seguente.

Gli Stati membri dovranno presentare i piani nazionali per l’energia e il clima per il 2030 entro fine anno, ed entro la fine del 2019 aggiungervi quelli di decarbonizzazione al 2050.

Le commissioni Industria e Ambiente del PE hanno confermato l’accordo con 88 voti favorevoli e 11 contrari.

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