Imprese: dalla Commissione Ue proposte per la trasparenza su ambiente, sicurezza e sociale

Documenti - foto di jovikeLa Commissione europea lancia una proposta per rafforzare la trasparenza delle imprese sulle questioni sociali e ambientali. Bruxelles tenta cioè una modifica della normativa vigente in materia di contabilità per rendere obbligatoria l'informativa sulle politiche, sui rischi e sui risultati riguardanti le questioni ambientali e sociali e quelle legate al lavoro, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione e alla diversità nei consigli di amministrazione.

Situazione attuale

La normativa vigente in materia, in particolare la quarta direttiva sul diritto societario, disciplina la pubblicazione delle informazioni non finanziarie lasciando alle imprese la facoltà di scegliere se pubblicare dati sugli aspetti ambientali, sociali e di altra natura che riguardano le loro attività. Tuttavia, la direttiva in questione non si è dimostrata efficace, con il risultato che ad oggi meno del 10% delle grandi imprese dell'Ue pubblica con regolarità questo genere di informazioni.

Proposta Commissione europea

Da ciò la necessità di modificare le regole attuali, attraverso la proposta avanzata dall'Esecutivo comunitario. Proposta che prevede per le società con più di 500 dipendenti l'obbligo di pubblicare informazioni concrete in materia ambientale e sociale ricorrendo a relazioni annuali. Queste relazioni saranno costituite da informazioni sintetiche, utili a comprendere l'evoluzione, i risultati e il posizionamento dell’impresa.

Se la pubblicazione dei dati relativi a un determinato settore non è rilevante per l’impresa, non ci sarà alcun obbligo di informativa, ma soltanto quello di motivare la scelta. Inoltre, è possibile pubblicare dati aggregati, anziché per la singola società che appartiene al gruppo.

Per quanto concerne, invece, la trasparenza in materia di tutela della diversità nelle posizioni dirigenziali, le società quotate dovranno pubblicare informazioni circa l'età, il genere, la provenienza geografica e le esperienze formative e professionali di chi occupa posizioni dirigenziali.

La Commissione europea lascia comunque ampio margine d'impresa alle aziende, che possono divulgare le informazioni più pertinenti nel modo che ritengono più utile, avvalendosi delle linee guida nazionali o internazionali più opportune.

Links

Quarta direttiva sul diritto societario