Fondi Ue 2014-2020: dai programmi a gestione diretta alla politica di Coesione

Fondi Ue - Photo credit: quinn.anya / Foter / CC BY-SAFondi a gestione diretta e indiretta, obiettivi e risorse disponibili. I direttori degli uffici di rappresentanza della Commissione europea a Roma e Milano, Lucio Battistotti e Fabrizio Spada, hanno offerto una panoramica sulle possibilità offerte da Bruxelles, in occasione del convegno 'Fondi Ue 2014-2020 e Finanziamenti Internazionali', promosso da FASI.biz.

Sia Battistotti che Spada hanno aperto i loro interventi distinguendo fra due tipologie di fondi Ue: quelli a gestione diretta, “attribuiti con dei bandi pubblicati a Bruxelles, in cui tutti sono in competizione contro tutti”, e fondi a gestione indiretta, assegnati agli Stati membri e gestiti dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali.

Nel primo gruppo di fondi rientrano gli 80 miliardi di euro messi a disposizione del programma Ue dedicato a ricerca e innovazione Horizon 2020, ma anche il programma Cosme per la competitività delle piccole e medie imprese. Un programma, nota Battistotti, che "dovrebbe permettere di finanziare a bassi tassi le nuove imprese, con un moltiplicatore finanziario importante. Ci sono solo 2,6 miliardi per 7 anni, ma se gestiti bene possono moltiplicarsi, dato che si tratta di uno strumento finanzairio revolving”.

Nel secondo gruppo, gestito direttamente da Bruxelles, rientrano i fondi strutturali, il cui impiego può essere indirizzato a investimenti per infrastrutture, sviluppo industriale, edilizia scolastica, valorizzazione del patrimonio culturale. Settore, quest'ultimo, che secondo Battistotti meriterebbe un'attenzione maggiore in Italia: “In un paese come il nostro, non approfittare dei fondi strutturali per valorizzare il patrimonio culturale italiano sarebbe un grosso peccato”.

Nell'ambito dei fondi strutturali, ricorda Spada, rientra il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), che ha l'obiettivo di riequilibrare le principali disparità fra le regioni europee e per il settennato 2014-2020 presenta alcuni elementi di novità rispetto alla precedente programmazione, come il rafforzamento della concentrazione tematica, con il focus “limitato a un numero di obiettivi corrispondenti alla strategia Europa 2020”.

Spada non tralascia poi quello che descrive come “il principale strumento finanziario dell’Ue per investire nelle risorse umane”, vale a dire il Fondo sociale europeo (Fse). Mettendo insieme gli obiettivi dei due fondi, conclude Battistotti, diventano chiare le priorità dell'Ue da qui al 2020: economia verde, risparmio energetico, innovazione, formazione e cultura.

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