Commercio - quanto pesa il trasporto via mare?

Italia sesta per scambi di merci con Paesi extra-Ue realizzati via mare, ma non figura nella top 10 dei porti con maggior volume di merce movimentata

Shipping - Photo credit: dirk kirchner [www.unforgiven-art.de] via Foter.com / CC BY-NC-SA

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Secondo i dati pubblicati dall'Ufficio europeo di statistica Eurostat in occasione della Giornata mondiale del Mare (29 settembre), il trasporto marittimo svolge un ruolo essenziale nel commercio internazionale di merci dell'Unione europea. Nel 2015, in particolare, il valore degli scambi commerciali Ue con Paesi terzi di beni trasportati via mare è stato stimato a circa 1.777 miliardi di euro, pari al 51% del commercio Ue totale. Nel dettaglio, il trasporto via mare ha avuto per l'Unione un peso del 53% nelle importazioni da Paesi terzi e del 48% nelle esportazioni verso gli stessi.

Negli ultimi 10 anni, spiega Eurostat, l'utilizzo del trasporto marittimo per il commercio Ue di beni è lievemente aumentato, passando da una quota del 47% nel 2006 al 51% del 2015.

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Commercio via mare: i numeri dell'Italia nel contesto Ue

Passando ai dati per Paese, l'Italia si colloca al 6° posto in Ue per percentuale di scambi di merci con i Paesi extra-Ue realizzati via mare nel 2015, con un dato del 60,7% sul commercio comlessivo annuo. In particolare, il trasporto marittimo è stato utilizzato in percentuali pari al 66,6% del totale delle importazioni e al 55,9% del totale delle esportazioni.

Ai primi tre posti della classifica si collocano Portogallo, Cipro e Grecia, rispettivamente con l'81%, l'80,1% e il 77,1% del commercio annuo gestito via mare. Seguono Spagna (74%), Malta (67,3%), Italia (60,7%) e Finlandia (60,2%). Percentuali oltre il 50% sono state registrate anche nei Paesi Bassi, in Romania, Bulgaria, Danimarca e Germania.

All'estremità opposta della classifica, Repubblica Ceca e Lussemburgo, con percentuali di commercio marittimo sul totale degli scambi con Paesi extra-Ue rispettivamente del 12% e del 19%.

Sempre in Ue, i tre porti mercantili che hanno registrato il maggior volume di merce movimentata nel 2014 sono quelli di Rotterdam, Anversa e Amburgo, che insieme rappresentano quasi un quinto (il 19,2%) del peso lordo di merce movimentata in un anno nel complesso dei porti Ue, pari a circa 4 miliardi di tonnellate. Con quasi 422 milioni di tonnellate di merce movimentata (pari all'11% del totale Ue) Rotterdam, in Olanda, si piazza al primo posto, seguita da Anversa, in Belgio (180 milioni di tonnellate di merce movimentata, pari al 5% del totale) e da Amburgo in Germania (126 milioni di tonnellate, 3%). Seguono ancora Amsterdam in Olanda, Algeciras in Spagna e Marsiglia in Francia. E' interessante notare che nessun porto italiano appare in questa top 10.

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Navigazione a corto raggio: cos'è e perchè è importante

Un capitolo a parte nella questione del trasporto via mare lo occupa la navigazione a corto raggio (short sea shipping). Secondo la definizione dell'Istituto nazionale di statistica (Istat), la navigazione a corto raggio è "il movimento via mare di merci e passeggeri tra porti localizzati nell’Europa geografica o tra questi e i porti situati in Paesi non europei con una linea costiera che si affaccia sui mari chiusi alle frontiere dell’Europa".

Questo tipo di navigazione, continua la spiegazione dell'Istat, "comprende, quindi, il trasporto marittimo nazionale ed internazionale, inclusi i servizi all’adduzione, lungo la costa e con le isole, i fiumi e i laghi, insieme al trasporto marittimo tra gli Stati membri dell’Unione europea con la Norvegia e l’Islanda, nonché altri Paesi che si affacciano sul Mar Baltico (Russia), sul Mar Nero (Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia, Ucraina) e sul Mar Mediterraneo (Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Montenegro, Turchia, Gibilterra, Siria, Libano, Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco).

Nel Libro bianco sulla politica europea dei trasporti pubblicato nel 2010, la Commissione europea sottolinea l'importanza del trasporto marittimo a corto raggio per:

  • controllare la crescita del traffico stradale, in particolare degli automezzi pesanti,
  • riequilibrare la ripartizione modale e superare le strozzature terrestri,
  • contribuire allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza.

L'Ue ha un interesse strategico nel promuovere l'utilizzo sempre maggiore del trasporto marittimo a corto raggio per il contributo che questa tipologia di navigazione può portare a due obiettivi prioritari di Bruxelles in materia di trasporti. E cioè:

  • ridurre del 60%, entro il 2050, le emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto Ue,
  • permettere, entro il 2030, il passaggio del 30% del trasporto merci su strada superiore ai 300 km ad altre modalità di trasporto.

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Proprio sulla navigazione a corto raggio si sta svolgendo in questi giorni a Barcellona la European Shortsea Conference 2016. L'evento, considerato il più importante in ambito europeo sul trasporto marittimo di questo tipo, affronta le questioni principali al centro del dibattito europeo sulla navigazione a corto raggio. Nello specifico: 

  • l'analisi dei mercati dello short sea shipping per aree geografiche;
  • lo studio della domanda di questo specifico tipo di trasporto;
  • l'approfondimento della regolamentazione ambientale europea;
  • l'analisi delle politiche del trasporto e dei principali canali di finanziamento europei;
  • la formazione.

European Shortsea Conference 2016

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