Rating legalita' - piu' peso all'Anac su finanziamenti e appalti

Più peso ai provvedimenti dell’Anac in fase di emissione del rating di legalità. E’ la novità più importante del nuovo regolamento appena varato dall’Antitrust.

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Il cambiamento è stato inserito in una delibera appena pubblicata in Gazzetta ufficiale. E guarda, in prospettiva, al nuovo ruolo che l’Anticorruzione avrà nel sistema del rating. La valutazione, infatti, sarà sempre più integrata nel sistema degli appalti pubblici e non soltanto nell’emissione di finanziamenti pubblici e privati. Il maggiore coinvolgimento degli uomini di Cantone, in sostanza, apre la strada alle nuove linee guida in materia di rating di impresa che saranno pubblicate nelle prossime settimane.

Come funziona il rating

Al momento il rating di legalità può essere utilizzato per ottenere finanziamenti pubblici e privati. Può essere richiesto dalle imprese che abbiano almeno due milioni di euro di fatturato all’Antitrust. L’Autorità lo rilascia, emettendo una valutazione che va da una a tre stellette: in questo modo viene fotografata l’affidabilità dell’impresa che, quindi, può poi far pesare questo rating in sede di emissione dei finanziamenti.

La crescita degli ultimi anni

I dati del Garante della concorrenza attestano che, dalla sua istituzione, il rating è effettivamente servito per accedere con più facilità al credito e che, nel corso del tempo, è stato usato sempre di più. In particolare, la sua esplosione è arrivata quando l’Anac ha iniziato a lavorare al rating di impresa: si tratta di un sistema parallelo, che dovrà servire negli appalti pubblici nell’ambito del nuovo Codice appalti.

La delibera dell'Antitrust

Adesso, l’Agcm ha pubblicato una delibera che aggiorna il regolamento in materia e innova diversi elementi del rating. Lo schema generale, anzitutto, resterà identico al passato. Il rating, cioè, rimane volontario e sarà assegnato tramite una domanda all’Antitrust che attesti il possesso di alcuni requisiti di base, come una sede in Italia, l’iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni, l’assenza di condanne per alcuni reati o misure di prevenzione personale o patrimoniale. Il rating, poi, continua ad articolarsi su tre stellette massime.

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Più poteri all'Anac

Rispetto al passato, però, le nuove regole consegnano molti più poteri all’Anac in fase di emissione del rating. In questo modo, il sistema viaggia nella direzione già impostata dal Codice appalti che nei prossimi anni integrerà sempre di più il lavoro dell’Anticorruzione e dell’Antitrust. Arrivando, probabilmente, a creare un rating unico per finanziamenti e appalti pubblici.

Il nuovo ruolo di Cantone

Al momento dell’emissione del rating, allora, l’impresa otterrà un punteggio più basso se è stata oggetto di sanzioni da parte dell’Anticorruzione. Inoltre, l’Anac terrà monitorate in prima persona le imprese, andando a controllare se a loro carico ci sono annotazioni all’interno del suo casellario informatico. Eventualmente, potrà intervenire abbassando il rating in corsa. Ancora, gli uomini di Cantone lavoreranno insieme all’Agcm “per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell'attribuzione del rating”. E, per questo motivo, faranno parte della commissione che dovrà valutare tutte le richieste di rating.

Più controlli sulle imprese straniere

Non si tratta, comunque, dell’unica novità in arrivo. Il rating punta anche a tagliare fuori dal mercato dei finanziamenti pubblici tutte quelle aziende che non dichiarano in maniera trasparente di essere agganciate a soggetti stranieri. Quando c’è il controllo di fatto o di diritto di una società straniera sarà necessario “identificare i soggetti che detengono le quote di proprietà di quell’azienda”. In caso contrario, il rating non potrà essere emesso.

DELIBERA 13 luglio 2016 Modifiche al regolamento attuativo in materia di rating di legalita'