Agenda digitale: Ue in ritardo su banda larga ultraveloce e mercato delle Tlc

Wifi - foto di HuasonicI cittadini europei dispongono di reti e servizi digitali di base, ma i problemi esistenti nel settore delle telecomunicazioni impediscono loro di beneficiare pienamente dei vantaggi connessi alla rivoluzione di Internet. È quanto emerge dalla valutazione dell’Agenda digitale pubblicata dalla Commissione europea, a conferma dell'invito del Consiglio europeo ad adottare provvedimenti concreti per creare un mercato unico delle telecomunicazioni.

Il principale difetto europeo starebbe nella ''mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci'', come nota anche la commissaria europea per l'Agenda digitale Neelie Kroes. Più nello specifico, le problematiche maggiori riguardano due aspetti:

  • solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mb/s), ben al di sotto dell’obiettivo del 50% entro il 2020;
  • la metà dei cittadini europei possiede competenze digitali scarse o inesistenti. Al contempo, il 40% delle imprese che assumono o cercano di assumere specialisti informatici hanno difficoltà.

Ma il quadro non è solo a tinte fosche. I progressi maggiori registrati dall'Agenda digitale riguardano i progressi nella diffusione di Internet:

  • la banda larga di base è presente praticamente ovunque in Europa, e le connessioni via satellite sono migliorate e contribuiscono a collegare il 4,5% della popolazione che non ha accesso alla banda larga di base su rete fissa;
  • la banda larga veloce raggiunge oggi la metà della popolazione: il 54% dei cittadini dell’Unione dispone della banda larga a velocità superiore a 30 Mb/s;
  • l’accesso a Internet è sempre più mobile, con il 36% dei cittadini che si connette tramite un computer portatile o un dispositivo mobile (l’accesso a partire da cellulari è passato dal 7% del 2008 al 27% nel 2012). Nel giro di un solo anno è triplicata la copertura della telefonia mobile di quarta generazione (LTE) che è passata al 26%.

Altri dati interessanti riguardano i prezzi del roaming, che nel 2012 sono scesi almeno di 5 centesimi, mentre sono aumentati i numeri relativi al commercio elettronico, le spese per la ricerca e gli investimenti pubblici in R&S nel settore delle telecomunicazioni.

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